Il ladro di Adelphi

Perché la libreria Arion di piazza Cavour a Roma tiene sotto chiave tutti i libri Adelphi?

Per molto tempo ho guardato con curiosità quei dorsi eleganti e iconici chiusi dentro una teca e mi sono chiesta come mai. Per essere belli lo sono, chiaro, ma così tanto da dover essere separati dagli altri libri e addirittura conservati sotto vetro?

La libraia ci tiene a tal punto? La risposta è molto più semplice e disarmante.

Alla Arion di piazza Cavour c’è un ladro di Adelphi.

Qualcuno che ruba sistematicamente solo e soltanto libri pubblicati da Adelphi. Non gli Einaudi, non i Mondadori, non i Guanda, no. Solo Adelphi. Un buongustaio. Che però ha costretto la responsabile a raccogliere tutti i libri della casa editrice in un unica libreria, chiusa da un vetro. Se volete un Adelphi dovete chiederlo a uno dei librai, il quale andrà a prendere dietro la cassa una chiave, vi precederà davanti alla teca, la aprirà, e vi darà in mano il prezioso e ambito volume, dopo aver richiuso inesorabilmente il lucchetto.

Ogni tanto qualche Adelphi viene messo fuori perché, come mi ha confidato una delle ragazze che lavora alla Arion, «un tentativo lo facciamo sempre, poi però li richiudiamo tutti».

Niente a che vedere con il recente caso di Salerno, dove madre e figlio sono stati arrestati per aver rubato quasi trecento libri dalla Feltrinelli di corso Vittorio Emanuele a Salerno, pescando direttamente tra le nuove uscite, i bestsellers e i libri più costosi. Lei si difende sostenendo che i libri sono l’unico modo che ha per evadere a una vita di stenti e difficoltà.

Il nostro “disturbato”, che i responsabili della libreria non sono ancora riusciti a individuare, si è riempito casa di soli Adelphi. Chapeau.

Ogni volta che passo alla Arion mi guardo intorno e cerco di capire se “lui” (o “lei”, anche se ci siamo sempre riferiti al ladro usando il maschile) c’è. È l’anziano signore, vestito con cura, inequivocabilmente “lettore forte”? L’insospettabile per eccellenza, quello che non avrebbe certo bisogno di dover rubare un Adelphi? Oppure il giovane dall’aria universitaria, che prima gira per tutti banchi delle novità e poi si ferma sugli scaffali a destra dove ci sono le offerte dei tascabili? La donna-avvocato, in tailleur e borsa portadocumenti?

Lo fa perché è attratto dalle copertine (e per chi volesse, qui potete riguardare tutte quelle che hanno partecipato al contest ufficiale per votare la più bella)? È un onnivoro che spazia dalla filosofia a James Bond? C’è un mercato sotterraneo di Adelphi?  È uno solo o sono tanti? Magari è una prova d’iniziazione per una setta di lettori?

Chiunque sia e qualunque sia il suo scopo, ha la mia massima stima. Una che apre un blog chiamato “Disturbi letterari” non può non essere affascinata da uno più disturbato di lei, un monomaniaco affetto da adelphità conpulsiva.


Questo articolo è comparso sul mio blog “Disturbi letterari” su Today.it il 24 ottobre 2014. Mi sembra giusto riproporlo qui, inaugurando questo nuovo spazio.

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